conteLa Cascina Donato del Conte è una frazione del comune di Gaggiano in provincia di Milano. Ancora oggi non è che una cascina isolata posta molto ad ovest del centro abitato, verso Abbiategrasso.

 

La cascina era proprietà di Donato del Conte, al secolo Donato Borri, generale dell'esercito di Casa Sforza, prima di essere requisita dallo Stato nel 1477, alloquando Donato fu incarcerato e morì in circostanze mai chiarite durante un tentativo di evasione. Donato era stato infatti fatto condannare da Cicco Simonetta per aver fatto parte di un presunto complotto volto ad uccidere la duchessa Bona di Savoia e compiere un colpo di Stato contro suo figlio il giovanissimo duca Gian Galeazzo Maria Sforza. Secondo alcune voci, le accuse contro Donato sarebbero state un artifizio dello stesso Cicco, impegnato a consolidare il suo potere di ministro favorito facendo terra bruciata intorno a sé, ben conoscendo l'ostilità dell'aristocrazia milanese verso un personaggio così influente e per di più calabrese. Secondo altre ipotesi, Donato sarebbe stato realmente parte del complotto, essendosi fatto manovrare da Ludovico il Moro il quale avrebbe mandato avanti i congiurati senza compromettersi personalmente.

 

In base al censimento voluto nel 1771 dall'imperatrice Maria Teresa, la cascina contava 506 anime. Alla proclamazione del Regno d'Italia nel 1805 risultava avere 118 abitanti, essendosi quindi spopolata.Nel 1809 fu soppressa con regio decreto di Napoleone Bonaparte ed annessa a Fagnano, la quale fu poi nel 1811 a sua volta soppressa e sottoposta all'amministrazione comunale di Gaggiano. Il Comune di Cassina di Donato del Conte fu quindi ripristinato con il ritorno degli austriaci, i quali tornarono però sui loro passi nel 1853 annettendolo a Fagnano, che successivamente entrerà a far parte di Gaggiano.

 

 

 

 

  Oratorio della Beata Vergine Maria

 

 

 

L'oratorio sin dalle sue origini è stato annesso al complesso (poi comune autonomo) della Cascina Donato del Conte per il quale fungeva da luogo di culto data la distanza notevole dalla chiesa parrocchiale e dal numero di abitanti che vi risiedevano. L'edificio venne eretto alla fine del Quattrocento per volere dello stesso nobiluomo proprietario dell'intero complesso, come ricorda un'incisione ancora oggi visibile sopra il portale d'ingresso, esso venne terminato nell'agosto del 1482.

 

Dopo secoli di abbandono, l'oratorio venne acquistato assieme all'intera cascina dalla famosa cantante lirica Giuditta Pasta, la quale dopo poco tempo lo vendette dapprima a Luigi Mussi e da questi passò al senatore Giuseppe Mussi. Col matrimonio tra Barbara Mussi e Francesco Cazzamini, storico e letterato locale, la proprietà dell'oratorio passò all'Ospedale di Abbiategrasso cui subentrò l'USSL 73 che nel 1993 mise all'asta l'intero complesso compreso l'oratorio per ristrutturare, col ricavato, la facciata dell'ospedale e rifare le sale operatorie. Nel 1989 era già stato fatto un tentativo per cercare di scorporare l'oratorio dal resto del complesso della cascina ma, malgrado l'approvazione unanime da parte del consiglio comunale di Gaggiano, la proposta si arenò per il parere contrario della Regione Lombardia ed ancora oggi l'oratorio, seppur sottoposto a vincolo, rimane di proprietà privata. Tuttavia, nel 1990, l'oratorio è stato certificato dal Ministero dei Beni Culturali come opera da salvaguardare.

 

 

(Fonti: Wikipedia)

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