Sunday 15 December 2019
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La chiesa di S. Rocchino di Motta Visconti

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Dedicata alla Vergine ma legata al culto di S. Rocco, questa chiesetta è posta lungo la strada che dal centro di Motta Visconti conduce a Besate: già presente nel XVI sec., come rivela l'affresco custodito all'interno, è stata però riedificata in gran parte nel Settecento. Volendo percorrere un itinerario nel Rococò a Motta Visconti, S. Rocchino può essere il punto iniziale per proseguire verso la chiesa parrocchiale e, passata la Colonna di S. Giovanni, terminare nelle aggiunte alla seicentesca S. Anna: in tutti e tre gli edifici, infatti, le linee curve e puramente decorative si sommano a calcolati rapporti di spazio e luce; in tutti e tre su strutture più antiche si sovrappone il decoro nuovo.

In S. Rocchino possiamo notare che la parte terminale, ove si trova l'altare, rivela caratteri più antichi, probabilmente seicenteschi, nonostante i decori ad affresco rococò l'abbiano uniformata al resto: le sezioni della chiesa più vicine alla facciata hanno nei muri laterali sostegni sovrapposti con capitelli allineati alla fascia che corre lungo le pareti, con un'impressione di maggior slancio verticale rispetto alla parte terminale dove i sostegni sono separati dalla cornice; l'interno della chiesa, inoltre, risulta uniformemente illuminato da finestre poste in alto che sono simulate in pittura dove non potevano aprirsene: la decorazione infatti supplisce alla mancanza di stucchi e marmi, ciò tuttavia non toglie che sia di notevole eleganza, in particolare per la scelta dei colori chiari, con predominanza del rosa, nel tipico gusto rococò.

L'affresco votivo, risalente al XVI secolo, rappresenta una Vergine in preghiera, parte di una più grande composizione con Santi ora scomparsa: le spade che trafiggono la Madonna sono state probabilmente aggiunte in un secondo momento, forse nel '700, per renderla un'Addolorata: come spesso accade, un affresco devozionale ha portato all'edificazione di una chiesa, ma solitamente l'affresco è di qualità modesta: in questo caso l'autore sembra ben consapevole delle novità leonardesche e l'opera è di notevole qualità.

La facciata, ultima ad essere compiuta, è divisa in due sezioni contenenti una finestra in alto e la porta in basso affiancata da due finestrelle per la devozione dei passanti: l'elemento più interessante è l'ingresso che mostra una raffinata terminazione arcuata di chiaro stampo borrominiano, come gli altari di S. Annae dell'Addolorata di Abbiategrasso: questa terminazione è staccata dall'arco della porta, anch'esso curvilineo, poiché riveste oramai una semplice funzione decorativa. Il campanile, infine, è fra i più raffinati della zona: cornici sovrapposte, aperture a terminazione curva, chiusura terminale ondulata mostrano una perizia non inferiore all'eleganza del risultato, probabilmente memori delle sperimentazioni coeve del Pietrasanta.

(Nella foto: Facciata della chiesa di S. Rocchino a Motta Visconti - Foto di Domenico Iacaruso)

BIBLIOGRAFIA

A. PALESTRA, Storia di Motta Visconti e dell'antico Vicus di Campese, 1976

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