girasoliImpazzano su facebook, su instagram e sui social le foto dei girasoli che in questi giorni hanno raggiunto il loro massimo splendore nei campi fra Abbiategrasso e Robecco sul Naviglio. Una vera esplosione di giallo per questi fiori che emozionano, rallegrano e, forse, fanno tornare un po' bambini, quando, alle prime armi con pastelli e colori, li disegnavamo per poi regalarli a mamma e papà o alle maestre.

 

Il nome generico Helianthus trae la sua etimologia dalle due parole greche helios (sole) e anthos (fiore) in riferimento alla tendenza di questa pianta a girare sempre il bocciolo verso il sole. Questo comportamento è noto con il nome di eliotropismo.

 

Quello che siamo abituati a vedere nei campi di un color giallo acceso non è il fiore, ma un insieme di fiori disposti secondo un preciso schema a spirale, 34 in un senso e 55 nell'altro, che prende il nome di infiorescenza.

 

Da sempre amate da pittori (Van Gogh è universalmente noto per i suoi girasoli) e letterati, queste creature naturali sono al centro di leggende appassionanti.

 

Secondo una delle più note, Clizia era una bellissima ninfa innamorata follemente del dio del sole Apollo, tanto da seguirlo sempre con lo guardo mentre solcava i cieli col suo carro infuocato. Il dio, dopo averla sedotta, la abbandonò preferendo la di lei sorella.

 

Clizia iniziò a piangere, immobile per nove giorni in un campo. Il corpo, sempre più debole e fragile, iniziò a trasformarsi in uno stelo sottile ma resistente, i suoi piedi si conficcarono nella terra e i capelli divennero gialli come il sole. L'amore sofferto e non corrisposto le regalò dunque le sembianze del sublime girasole, vestito di luce nonostante i suoi dolori.

 

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