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  La perla della pianura

 

 

Intorno a Milano non giacciono solo città satellite, dormitori senz'anima o piccoli paesini sperduti nei campi. A soli 22 km dalla city, lambita dal Parco Regionale del Ticino e dalla cerchia dei Navigli, si staglia all'orizzonte delle pianure la città di Abbiategrasso, simpatica meta da week-end per tutti coloro che amano il bello e il buono di una provincia ruspante e genuina. Antico nucleo urbano celtico, Habiate fino all'anno 1000, per una serie di fattori - prosperità economica, presenza del Ticino, ricchezza nei raccolti e crescita demografica - l'insediamento prende il nome di Habiate Grasso, Abbiategrasso per l'appunto.

 


 

 Perle d'arte

 


Di celtico resta poco o nulla oggi, ma l'itinerario storico-culturale prevede tante chicche. In primis la Basilica di Santa Maria Nuova, edificata nel 1365, con chiostro e pronao attribuiti a Donato Bramante; il bel Castello Visconteo, un tempo nucleo dell'insediamento urbano, che è oggi sede di un ricca biblioteca comunale; la suggestiva Piazza Marconi, dove potete giocare a scoprire i diversi stili delle colonne che incorniciano e proteggono la signorile pavimentazione in pavé. Passeggiate per le vie del centro fra scorci medioevali, sprazzi barocchi e vecchie case di ringhiera, teatri di suggestivi cortili e vicoli ancestrali, impreziositi oggi da negozietti di artigianato e da gradevoli negozi di gastronomia e abbigliamento. Una chicca? Mina vi sedeva per gustarsi lunghe colazioni e, come lei, tanti personaggi della storia cittadina, e non solo. Pasticceria Besuschio, da oltre 100 anni, seduce i palati con dolci di produzione unica, come la Pagnotta di Fràa (farina bianca e gialla, miele e fichi), la Tegola di San Bernardino (sapiente miscela di farina di mandorle, nocciole e burro fresco, a ricordo del recupero del tetto della chiesa della città) e il mitico Pan Meino. E ancora la bravura e la firma gourmet del maitre chocolatier di fama internazionale Andrea Besuschio, che crea e innova. Invece del cafè sorseggiate il Besuschino, il caffè con crema di latte, panna e cioccolato puro, servito con cucchiaino di cioccolato fondente al 66%. Delizia liquida allo stato puro.

 


 

 I sapori della tradizione

 


Per i buongustai Abbiategrasso offre una miriade di deliziose trattorie con i sapori di una volta: cucina milanese, quella che da piccoli animava le attese domeniche a casa della nonna, e un vasto assortimento di formaggi dop come il Taleggio, il Quartirolo e il Gorgonzola, fiore all'occhiello fra i prodotti locali. E ancora trippa, cassoeula, per gli amanti dei sapori forti, e ossobuco alla milanese, solo per citare i piatti più tipici della cucina abbiatense. Di tradizione meneghina anche il risotto allo zafferano, con il burro lasciato immancabilmente a mantecare per dare quella perlatura e quel gusto inconfondibile. Gusti locali, ma non solo. Ecco quindi la kermesse abbiatense, nonché rassegna nazionale, dedicata alle eccellenze culinarie. Appuntamento a novembre con Abbiategusto, alla Fiera di Via Ticino. Produttori vicini e lontani, chef (anche stellati), laboratori del gusto, corsi di cucina e concorsi letterari sul tema. E, perla fra le perle, una passeggiata fra le botteghe cittadine per riscoprire i prodotti del luogo. Tutto questo, e anche di più, in una tre giorni che porta in città turisti gastronomici pronti a stupirsi.

 


 

  Correndo e pedalando

 

Gli sportivi possono trascorrere piacevoli pomeriggi correndo sulle alzaie del Naviglio di Bereguardo e del Naviglio Grande, che delimitano la città e offrono scorci di una Pianura che sa ancora stupire. Il Parco Regionale del Ticino regala spiagge sperdute tra le fresce frasche dove cercare relax, tranquillità e isolamento, fra aironi cenerini, pescatori assopiti e trote guizzanti. Per chi ama la bicicletta una tappa è d'obbligo: la magnifica Morimondo, con una delle abbazie cistercensi più belle d'Italia, sospesa nel tempo e cullata dalle linee dolci di una collinetta.

 


 

  Giunta è ormai la sera

 


Tornate in Abbiategrasso per un'ultima promenade nel centro. Sentite? Il rumore delle botteghe che abbassano le saracinesche, le mamme che rincorrono i bambini per strada, senza la paura del traffico, i profumi del formaggio filante, gli aromi speziati delle "sciure" che cucinano come una volta nei cortili. E poi la nebbia lenta sale, avvolge i volti, confonde i contorni, vaga per piazze e vie.

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