Wednesday 21 August 2019
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Palazzo Brentano: un maestoso edificio firmato dal Croce

 

Un'epoca di grandi trasformazioni in cui vengono messi in discussione i poteri che per secoli avevano dominato l'Europa. È questo il '700, momento storico difficile in cui inizia ad affermarsi la borghesia che, com'è noto, plasmerà il mondo moderno. Ma il '700 è anche l'ultimo periodo di gloria della nobiltà, specie quella italiana che darà vita alle ultime maestose residenze che ancor oggi sono motivo di vanto.

È il 1730 quando il Conte Brentano approda a Corbetta. Lo fa in grande stile, ovviamente, senza badare troppo alle finanze. Compra una parte dei possedimenti che appartenevano al Marchese Francesco Ferrante Novati, uno dei più ricchi proprietari terrieri della città, chiama un famoso architetto milanese, Francesco Croce, e progetta quello che oggi è noto come Palazzo Brentano, una delle residenze più affascinanti di Corbetta.

L'impegno di Croce è straordinario e dirompente. Essendo lui stesso molto noto, non vuole che il palazzo conservi alcuna traccia di ciò che sorgeva prima del suo intervento. Fa demolire tutte le costruzioni preesistenti e dà vita ad un palazzo la cui pianta è volutamente ispirata a villa Alari di Cernusco di cui viene riproposto lo schema planivolumetrico. I più attenti noteranno un sapiente gioco prospettico che inizia dalla monumentale cancellata e si conclude con le due torrette belvedere.

Un maestoso cortile d'onore permette di accedere al corpo centrale dell'edificio attraverso un'ampia gradinata in granito rosa, lo stesso materiale di cui sono composte le colonne binate che reggono gli archi del portico. Proprio dal portico si accede al giardino, oggi molto ridimensionato rispetto al progetto originale, la cui descrizione è presente nel libro "Ville di Delizie" del 1740 di Marco del Re. Ma la vera sorpresa è l'ampio scalone d'onore, a destra rispetto all'ingresso, articolato in due rampe e ornato da un meravigliosa balaustra in arenaria grigia decorata con motivi floreali di gusto rococò. Percorrendo la scala si accede alla piani nobili di Palazzo Brentano dove sale decorate con stucchi e affreschi rendono ancora più piacevole la visita.

Oggi l'edificio ospita l'Istituto San Gerolamo - Padri Somaschi






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